Archive for the 'Quelli che... le chiedono' Category

Jan 03 2009

Primarie: ragioni di una scelta

Published by daniele under Quelli che... le chiedono

di Raffaele Castagno – www.lavocediobama.ilcannocchiale.it

Perché servono le primarie? Quale ragione spinge ad importare anche in Italia un sistema di selezione dei candidati di stampo prettamente americano, lontano quindi dalle nostre tradizioni politiche? Non è soltanto una questione di “esotismo elettorale”, come pure capita di sentir dire. Facciamo qualche passo indietro. Guardiamo al progressivo peggioramento dei nostri eletti in Parlamento da quando il penultimo governo Berlusconi decise, alle soglie della precedente tornata elettorale, di abrogare le preferenze, mettendo in disparte il sistema maggioritario (pur ancora viziato da una quota proporzionale) e con esso i collegi uninominali. Pur senza voler fare di tutta un’erba un fascio, ci sembra che il degrado dei nostri deputati e senatori risulti evidente, con la moltiplicazione di comportamenti scorretti, l’emergere di pericolose e meschine derive individualistiche, la ricerca ossessiva di spazi, sfruttando qualsivoglia occasione. In più si è assegnato nuovamente uno straordinario peso ai partiti e ai loro apparati nelle scelta dei candidati, con una sostanziale limitazione delle volontà elettorali dei cittadini, costretti semplicemente a ratificare candidati scelti nelle stanze di qualche palazzo romano. Tutto ciò si configura come una preoccupante limitazione della democrazia rappresentativa, lasciando sempre il rischio, per quanto sotto traccia, di pericolose derive autoritarie e centraliste, tipiche di regimi poco democratici o del tutto, rispolverando un antica parola greca, oligarchici.

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Nov 04 2008

Sperando Obama. Piccola proposta per salvare il Pd

Dal blog di Nando Dalla Chiesa

Vedo in tivù i servizi sulle elezioni americane e sento il cuore che mi si smuove alla sola idea che possa vincere Obama. All’idea che il popolo portato secoli fa in catene in una terra sconosciuta abbia il suo primo presidente. Sono certo che se avvenisse sarei capace di commuovermi, senza alcuna retorica. E sono anche certo che senza primarie vere Obama non sarebbe mai stato il candidato dei democratici americani. Ecco, primarie vere. Basta la parola e dal mondo lo sguardo mi arriva giù diritto nel cortile di casa. Al partito democratico italiano; anzi a quello milanese. Che terrà tra pochi giorni le sue false primarie per eleggere il suo segretario cittadino. Il quale, esattamente come si voleva in “alto” loco, non conterà una prugna proprio perché figlio di false primarie.

Dice: perché false? Semplice. Perché voteranno solo gli eletti del partito e i dirigenti dei circoli. Nemmeno gli eletti nell’assemblea provinciale, capito? Ossia un numero di persone più basso di quelle che eleggono un segretario in un normale congresso cittadino. Sì, più basso. Primarie clandestine, altro che apertura delle decisioni di partito agli elettori più attivi e più impegnati. Un bel fico. Il guaio è che l’andazzo si era capito dall’inizio e qualcuno di noi ha pure cercato di denunciarlo apertamente. Tutto inutile. Qui il vecchio corpo di partito (dei due partiti fondatori) ha il coraggio di don Abbondio, si adegua a tutto. Prima si ciuccia come ovunque le liste bloccate. Poi si ciuccia la lottizzazione di segretari regionale e provinciale. Infine un criterio di elezione del coordinatore della città (Milano!) che esclude i militanti più di prima. Questa è la parabola del fu partito aperto, che oggi ho denunciato sul Giornale. Sì, quello di B, perché sulla stampa amica dotata di cronaca locale è vietato disturbare il manovratore.

Che invece va disturbato perché, lo ripeto, questo Piddì ha bisogno di un terremoto. La società si sveglia, si muove, scorre a fiumi nelle strade, cerca nuove forme di partecipazione e noi chiudiamo quelle esistenti. La mia proposta intanto è questa. Apriamo tanti nuovi circoli del Pd, anche senza autorizzazione, voglio vederli dire di no ai propri elettori o militanti organizzati. Io lo farò. Me l’hanno chiesto in tanti, di aprirne uno sulla legalità, da Pietro artigiano fantasista a Paola docente universitaria. Devono sorgerne altri, tanti altri, che facciano politica con la cultura del partito democratico. Che si impongano per quello che fanno. Che portino in città (nelle città?) un’altra politica, riconoscimento o meno. Bisogna scuotere tutto. O finiremo sotto le macerie della cittadella, schiacciati dalla paura della democrazia di un pugno di dirigenti. Quelli che Obama è meglio di no.

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Aug 05 2008

Sardegna, primarie e problemi vari

Published by daniele under Quelli che... le chiedono

Abbiamo ricevuto dalla Sardegna la lettera di un gruppo di under 40 del Partito Democratico che protestano per come è stata eletta la nuova segretaria regionale del partito, in assenza del numero legale (è tutto spiegato qui).

La situazione riguarda le primarie per due motivi: da una parte perchè, chiedendo di annullare l’elezione che c’è stata, il gruppo richiede che la nuova elezione sia diretta, secondo il metodo delle “primarie” come ci saranno ad esempio nel Lazio. Dall’altra, perchè lo scontro che ha portato a questa situazione è incentrato proprio sulla volontà del gruppo che ha eletto la nuova segretaria di non prendere in considerazione le primarie per la scelta del prossimo candidato alla presidenza della Regione, alla quale si ripresenterà sicuramente anche il presidente in carica Renato Soru.

Noi non possiamo che affiancarci alle loro richieste sia per il ristabilimento della legalità con una nuova elezione per il segretario regionale - e l’elezione diretta è sicuramente il nostro mezzo preferito - sia perchè venga data la possibilità ai sostenitori sardi del PD di scegliere se vogliono le primarie per il candidato presidente o meno, attraverso date chiare e un numero di firme preciso da raccogliere per chi vuole presentare candidature alternative.

Ecco il testo della lettera:

“Basta lotte di potere, uccidete la speranza”

Il Partito Democratico è un progetto che non ha eguali nella storia della Democrazia, ma in Sardegna non è riuscito a realizzare i suoi principali obiettivi: la fusione delle forze riformiste del centrosinistra e l’allargamento della partecipazione attiva dei cittadini alla politica.

Come se non bastasse, i militanti dei DS, della Margherita e di Progetto Sardegna sono stati in maggioranza allontanati dai luoghi di elaborazione e di discussione politica e dagli ambiti decisionali più importanti.

Il risultato è un Partito che non prova neanche a nascondere il verticismo di cui si connota.

Ora la crisi è acutizzata da questa situazione di spaccatura che rende purtroppo non credibile la proposta politica del PD e conseguentemente rende concreta la possibilità di perdere la competizione per le elezioni regionali del 2009.

Si rischia di svalutare quanto di buono è stato fatto in questa legislatura, evidenziando unicamente la conflittualità e l’incapacità di stare insieme.

Una situazione già vissuta dal centrosinistra italiano in occasione delle ultime elezioni politiche, che ha ottenuto come unico risultato quello di consentire alla Destra e a Silvio Berlusconi di ritornare al potere.

È necessario interrompere questa divisione e rimettere al centro la politica, con la discussione dei reali interessi della Sardegna.

Solo attraverso una rinnovata capacità di ascolto e di dialogo, le forze che compongono il Partito Democratico sardo potranno riconquistare la fiducia dei simpatizzanti, degli elettori e dei 110.000 partecipanti alle primarie del 14 ottobre scorso, che guardano con sgomento e fastidio gli avvenimenti degli ultimi giorni.

Il PD, nato per riavvicinare la politica ai cittadini, nei fatti sta allontanando anche quelli che credono ancora che l’impegno politico possa essere utile a rendere la società più giusta, ad abbattere le differenze economiche, a rendere giustizia ai meriti, a far sì che la politica sia un luogo di concretezza e di soluzione dei problemi.

Da parte nostra, che pure viviamo con terribile imbarazzo i giorni presenti, ci impegneremo con forza per impedire che il Partito Democratico si riduca in rovine. Questo partito è nato con e dalla generosità di gruppi dirigenti che hanno sciolto i propri partiti per crearne uno più grande.

Non consentiremo che questa ricchezza di democrazia e passione politica sia impoverita da lotte di potere.

Ci auguriamo che siano ristabilite le più elementari regole democratiche in modo da riaprire il dibattito politico dentro il partito.

Lettera firmata da (Efisio Demuru, Mauro Sanna, Nicola Comerci, Isabella Murtas, Romina Mura, Thomas Castangia, Stefania Frigau, Nicola Montaldo, Giambattista Aisoni, Antonio Orecchioni, Antonio Zidda, Vittorio Masu, Angela Corda, Matteo Abeltino, Veronica Sanna, Fabio Pinna, Giovanni Inzaina.)

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Aug 03 2008

Le primarie si fanno strada anche a destra

Published by Barbara under Quelli che... le chiedono

Secondo “destra sociale” il sindaco di Roma Gianni Alemanno si sarebbe dichiarato favorevole alle primarie, normate per legge, per ogni tipo di competizione elettorale.

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Aug 03 2008

Le primarie per le regionali in Abruzzo

Le chiedono:
- i Verdi sono favorevoli alle primarie [la notizia]
- l’area politico-programmatica “a Sinistra” nel Pd [la notizia]

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Jul 31 2008

In Abruzzo SD propone le primarie di coalizione

Elezioni primarie di coalizione entro settembre per la scelta del candidato alla presidenza della Giunta regionale

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Jul 22 2008

Le Primarie in giro per l’Italia

- a Bologna: il presidente del quartiere Santo Stefano di Bologna ed esponente del Pd Andrea Forlani sfida il sindaco Sergio Cofferati sul banco di prova delle primarie interne al partito, per la scelta del candidato a sindaco che nel 2009 e Cofferati se ne compiace;

- a Trapani: l’associazione “Una città per tutti” lancia la candidatura di Mimmo Scarcella alle primarie in vista delle prossime elezioni amministrative.

- per la Provincia di Pesaro e Urbino: le Primarie ancora non ci sono, ma Matteo Ricci le chiede e si candida.

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Jul 22 2008

Ancora dall’Abruzzo

Marco De Amicis persevera chiedendo le Primarie per le elezioni Regionali.

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Jun 13 2008

Il documento di adesione del Ct Castelleone (Cr)

Manca un anno alle prossime scadenze elettorali: un arco temporale che in politica passa alla svelta, a maggior ragione per un partito che si è assunto l’impegno di voler affidare alla partecipazione di tutte le sue elettrici e di tutti i suoi elettori le decisioni fondamentali che riguardano l’indirizzo politico, l’elezione delle più importanti cariche interne e la scelta delle candidature per le principali cariche istituzionali (articolo 2 dello Statuto nazionale).

E’ quindi evidente che il percorso di formazione del Partito Democratico (bruscamente interrotto dalla campagna elettorale) si trovi ad una svolta decisiva. Nei prossimi mesi dovremo decidere se dare solidità e senso al nostro stare insieme in un partito, attraverso la concretizzazione dei principi dello Statuto, ed onorare gli impegni con il popolo delle primarie, che ci ha chiesto unità politica, discontinuità rispetto al passato e diritto di partecipazione alle scelte fondamentali.

Lo Statuto, infatti, rappresenta la miglior sintesi dei valori e delle istanze di tutte quelle sensibilità culturali e politiche che costituiscono il PD: il vero e imprescindibile punto di riferimento della nostra azione politica, che individua nelle primarie il metodo più democratico di selezione delle candidature a tutti i livelli, nonchè lo strumento per la realizzazione dell’obiettivo fondamentale della partecipazione. Siamo persuasi del fatto che i nostri elettori e attivisti abbiano sufficiente maturità e consapevolezza per poter esprimere una preferenza tra gli eventuali candidati alle Primarie e magari di candidarsi a loro volta: il nostro compito deve essere quello di metterli nelle condizioni di poter legittimamente esercitare questi diritti.

Per questo motivo, chiediamo che l’esecutivo provinciale si faccia promotore entro l’estate dell’istituzione di un gruppo di lavoro per l’organizzazione (per tempo e attraverso l’elaborazione di un regolamento condiviso dai sub-ambiti territoriali) e la realizzazione delle Primarie, finalizzate all’individuazione (o alla riconferma) del candidato Presidente della Provincia e dei candidati Sindaci (nuovi o uscenti), in ottemperanza delle disposizioni dello Statuto nazionale.

Altrimenti dove sarebbe la novità?

Circolo PD di Castelleone (Cr) - Il Coordinatore Luca Trabattoni

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Jun 09 2008

A Cremona scrivono un regolamento

Published by Barbara under Quelli che... le chiedono

Primarie PD: un Regolamento attuativo per effettuarle e non vanificarle
Una Bozza elaborata da uno specifico Gruppo di lavoro, da ieri al vaglio dell’Assemblea cittadina del PD di Cremona.

La notizia e la bozza

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