Archive for the 'claudio frontera' Category

Jan 08 2009

Rassegna stampa: da Firenze notizie contrastanti

Published by Barbara under Firenze, claudio frontera, media

Sono degli ultimi giorni le dichiarazioni di Dominici a proposito della “necessità” di avere un solo candidato PD alle primarie di coalizione, i rumors circa la posizione dei “cioniani” contraria a queste ultime, per finire con quelli di un ritorno alle primarie di partito, mentre sulle regole continua il balletto di cifre.

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Sep 01 2008

Claudio Frontera torna a parlare di Primarie

Published by luiml under claudio frontera

Dal blog Incontriamoci nel Partito Democratico Claudio Frontera torna a parlare di Primarie. Rispondendo ad un editoriale del direttore del Tirreno, dott. Bruno Manfellotto.
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“L’editoriale del Direttore punta oggi il dito su un aspetto cruciale per il futuro del Pd, quello delle primarie. Un nodo urgente da affrontare, visto che il percorso per la scelta dei candidati alle prossime amministrative si consumerà nei mesi autunnali. Nel ragionamento di Manfellotto, la rilevanza esiziale di questo passaggio è vista in relazione alle difficoltà manifeste del Pd nel metabolizzare la sconfitta elettorale di aprile, da un lato e nell’alto valore rappresentato dalle primarie per l’unità e persino per l’identità del nuovo partito dall’altro. Nello Statuto nazionale e regionale del Pd le primarie hanno appunto questo significato. Le scuse per non farle, finora, nei fatti, però, non sono mancate. alle amministrative di Roma, o per i candidati al Parlamento, il Pd, ha pagato un prezzo inutilmente gravoso per tale scelta. Alle prossime amministrative, se non si facessero, sarebbe peggio. E’ sembrato, in certo momento, che la scusa, per questa volta, si chiamasse “primarie di coalizione”. Non si sa quali saranno le coalizioni per le amministrative, non si ha notizia di pressanti richieste in tal senso degli eventuali alleati, ma ci si è sperticati, in alcuni autorevoli interventi sul tema, nel sostenere la necessità di “primarie di coalizione” e non di partito. La conseguenza, in tal caso, sarebbe che il candidato del Pd non lo sceglierebbero gli elettori del Pd, ma gli apparati del Pd. L’accordo reso noto un paio di giorni fa, trovato dal Pd a Firenze per uscire da questo vicolo cieco, mi sembra però ottimo. Si farebbero primarie di coalizione, per non umiliare gli alleati con scelte preconfezionate, ma si consentirebbe la partecipazione a tali consultazioni, non solo ad uno, ma a più (fino a quattro) candidati del Pd, che potrebbero concorrere, su un piano di parità. Gli elettori della coalizione, a questo punto e non solo del Pd, potrebbero scegliere liberamente. Sarebbe ammesso anche un candidato non espresso da alcun partito, ma proveniente dalla”società civile”, che raccogliesse un certo numero di firme. Staremo a vedere nel dettaglio, ma l’impegno di Manciulli e C. a garantire una scelta vera, libera da condizionamenti, sarebbe egregiamente rispettato da questo sistema. Sempre che, nei gruppi dirigenti del Pd, non ci si limiti ad un richiamo formale “alle regole”, con il rischio di spegnere il valore politico delle primarie, che non sono una procedure come un’altra, da seguire stancamente, ma un valore da promuovere attivamente.
Resta una pesante e sostanziale incognita. Nelle realtà dove ci sono amministratori Pd (sindaci e presidenti di provincia) uscenti, le primarie si possono fare, stando “alle regole” attuali, ma gli amministratori in carica sarebbero candidati d’ufficio, mentre gli eventuali “sfidanti” dovrebbero raccogliere un numero esorbitante di firme (30% dei membri degli organismi) solo per partecipare ad una gara contro amministratori in carica ( dotati pertanto di inarrivabili strumenti di visibilità) sostenuti già da adesso dall’apparato dirigente del partito. In breve, sarebbe una gara truccata. Primarie “vere” vuol dire libertà di scelta tra diversi candidati che gareggiano a parità di condizioni. Quello che vale in qualunque competizione sportiva, economica, professionale o politica. Se le primarie messe in campo dal Pd in autunno non saranno “vere”, si perderà l’ultimo treno dell’entusiasmo che questo nuovo partito aveva suscitato al suo nascere e di “nuovo” vi resterebbe ben poco…”

Claudio Frontera
24/08/2008

(Sul blog Incontriamoci nel Partito Democratico il dibattito continua con i commenti dei lettori)
Claudio Frontera è stato protagonista di una nostra intervista nel mese di giugno.

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Jun 10 2008

Primarie sempre e per davvero: un’intervista a Claudio FRONTERA.

Uno dei primi firmatari del nostro documento è stato Claudio Frontera. Scrittore ed uomo politico di rilievo, ha ricoperto cariche importanti, tra le ultime, Presidente della Provincia di Livorno (1994-2004) e Presidente dell’Unione Regionale delle Province Toscane (2001-2004). Attualmente è Costituente Regionale del Pd. Collabora con il blog:
http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/

Ha accettato di rispondere ad alcune nostre domande.
Le ragioni della sua adesione: qual è la sua idea di Primarie? Crede che possano essere utili anche per stabilire le liste nelle elezioni di assemblee? E crede che sia un battaglia già vinta o che sia ancora necessario tenere alta l’attenzione?

Frontera: “La battaglia per le primarie è tutt’altro che vinta. Le primarie servono a selezionare le candidature per le elezioni politiche, regionali e amministrative.Le elezioni dirette di organismi di partito non sono elezioni primarie, ma, appunto, elezioni dirette, da parte degli iscritti, di dirigenti e rappresentanti. La selezione delle candidature è una delle prerogative dellla direzione politica, che difficilmente sarà disponibile a rinunciarvi, perché mettere nelle mani degli elettori la scelta dei candidati significa esporsi ad una continua rimessa in discussione. E’ prevedibile quindi un lungo tira e molla di regole e regolette tese ad imbrigliare, condizionare, attenuare la portata innovativa di questo metodo. I gruppi dirigenti non possono tuttavia sottrarsi del tutto perché l’esperienza e la vasta casistica dimostrano che se si vuole vincere, si deve scegliere candidati popolari e convincenti e non necessariamente fedeli a schieramenti interni.”

Quanto pensa che le primarie possano venire incontro ad una esigenza di ricambio generazionale e quali sono, secondo lei, le condizioni affinchè possano essere ritenute veramente utili (primarie vere)?

Frontera: “Il ricambio generazionale si può fare con successo solo se non è fine a se stesso, ma se si lega visibilmente al rinnovamento dei contenuti e dei metodi della politica. Spesso si vedono invece episodi di ricambio inscritti in una logica di fedeltà e osservanza dei rapporti di forza interni. In questo modo il ricambio generazionale diventa paradossalmente uno stumento della normalizzazione interna e della eliminazine delle voci critiche. Le primarie sono un metodo che aiuta ad emergere i talenti veri, le “vocazioni” vere per la politica. In questo senso, più che aiutare il ricambio, lo aiutano ad uscire dall’ambiguità. Per essere “vere” le primarie devono potersi svolgere in un contesto di neutralità degli organismi di partito rispetto ai candidati in corsa. Il partito assicura rispetto delle regole e pari opportunità a tutti coloro che hanno i requisiti per accedere alle primarie, ma non si schiera, non simpatizza, non sponsorizza. Aspetta l’esito e poi unisce le componenti in una prospettiva comune.
Primarie con candidati “designati” sfidati da candidati di facciata sarebbero una caricatura tipicamente sovietica..

Può anticiparci qualcosa sul costituendo Statuto Toscano? Sono state previste integrazioni di rilievo rispetto a quello nazionale?

Frontera:: “Lo statuto toscano, in corso di approvazione, sceglie con nettezza il metodo delle primarie sempre e comunque, senza eccezioni e ne esalta il valore identitario. Si stanno definendo i dettagli delle condizioni di accesso.”

Cosi come a Roma, anche a Pisa, Massa e Viareggio sono state invocate le primarie in periodo pre-elettorale. Che cosa ne pensa? L’unica ragione per non averle concesse è stata davvero la mancanza di tempo?


Frontera:”
A Pisa non sono state fatte perché nel Pd c’era un solo candidato in lizza alla carica di Sindaco e questo porta a riflettere sui cento modi che ci possono essere per svuotare questo metodo se non lo si vuole applicare. A Viareggio si sono fatte in un clima di forte tensione, col partito non neutrale e si sono perse le elezioni . A Massa non si sono volute fare per indisponibilità del sindaco uscente a sottoporsi ad una verifica e le elezioni le ha vinte un fondatore del Pd sostenuto da una lista civica e dalla sinistra radicale. I casi sono diversi, ma la lezione è la stessa, che sembra essersi finalmnte imposta all’attenzione del partito toscano : primarie sempre e per davvero.

In passato Frontera aveva già espresso nettamente la sua posizione sull’argomento Primarie.
Intervista per il Tirreno - Cronaca di Livorno

Altra intervista per Il Tirreno

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