Uno dei primi firmatari del nostro documento è stato Claudio Frontera. Scrittore ed uomo politico di rilievo, ha ricoperto cariche importanti, tra le ultime, Presidente della Provincia di Livorno (1994-2004) e Presidente dell’Unione Regionale delle Province Toscane (2001-2004). Attualmente è Costituente Regionale del Pd. Collabora con il blog:
http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/
Ha accettato di rispondere ad alcune nostre domande.
Le ragioni della sua adesione: qual è la sua idea di Primarie? Crede che possano essere utili anche per stabilire le liste nelle elezioni di assemblee? E crede che sia un battaglia già vinta o che sia ancora necessario tenere alta l’attenzione?
Frontera: “La battaglia per le primarie è tutt’altro che vinta. Le primarie servono a selezionare le candidature per le elezioni politiche, regionali e amministrative.Le elezioni dirette di organismi di partito non sono elezioni primarie, ma, appunto, elezioni dirette, da parte degli iscritti, di dirigenti e rappresentanti. La selezione delle candidature è una delle prerogative dellla direzione politica, che difficilmente sarà disponibile a rinunciarvi, perché mettere nelle mani degli elettori la scelta dei candidati significa esporsi ad una continua rimessa in discussione. E’ prevedibile quindi un lungo tira e molla di regole e regolette tese ad imbrigliare, condizionare, attenuare la portata innovativa di questo metodo. I gruppi dirigenti non possono tuttavia sottrarsi del tutto perché l’esperienza e la vasta casistica dimostrano che se si vuole vincere, si deve scegliere candidati popolari e convincenti e non necessariamente fedeli a schieramenti interni.”
Quanto pensa che le primarie possano venire incontro ad una esigenza di ricambio generazionale e quali sono, secondo lei, le condizioni affinchè possano essere ritenute veramente utili (primarie vere)?
Frontera: “Il ricambio generazionale si può fare con successo solo se non è fine a se stesso, ma se si lega visibilmente al rinnovamento dei contenuti e dei metodi della politica. Spesso si vedono invece episodi di ricambio inscritti in una logica di fedeltà e osservanza dei rapporti di forza interni. In questo modo il ricambio generazionale diventa paradossalmente uno stumento della normalizzazione interna e della eliminazine delle voci critiche. Le primarie sono un metodo che aiuta ad emergere i talenti veri, le “vocazioni” vere per la politica. In questo senso, più che aiutare il ricambio, lo aiutano ad uscire dall’ambiguità. Per essere “vere” le primarie devono potersi svolgere in un contesto di neutralità degli organismi di partito rispetto ai candidati in corsa. Il partito assicura rispetto delle regole e pari opportunità a tutti coloro che hanno i requisiti per accedere alle primarie, ma non si schiera, non simpatizza, non sponsorizza. Aspetta l’esito e poi unisce le componenti in una prospettiva comune.
Primarie con candidati “designati” sfidati da candidati di facciata sarebbero una caricatura tipicamente sovietica..
Può anticiparci qualcosa sul costituendo Statuto Toscano? Sono state previste integrazioni di rilievo rispetto a quello nazionale?
Frontera:: “Lo statuto toscano, in corso di approvazione, sceglie con nettezza il metodo delle primarie sempre e comunque, senza eccezioni e ne esalta il valore identitario. Si stanno definendo i dettagli delle condizioni di accesso.”
Cosi come a Roma, anche a Pisa, Massa e Viareggio sono state invocate le primarie in periodo pre-elettorale. Che cosa ne pensa? L’unica ragione per non averle concesse è stata davvero la mancanza di tempo?
Frontera:”A Pisa non sono state fatte perché nel Pd c’era un solo candidato in lizza alla carica di Sindaco e questo porta a riflettere sui cento modi che ci possono essere per svuotare questo metodo se non lo si vuole applicare. A Viareggio si sono fatte in un clima di forte tensione, col partito non neutrale e si sono perse le elezioni . A Massa non si sono volute fare per indisponibilità del sindaco uscente a sottoporsi ad una verifica e le elezioni le ha vinte un fondatore del Pd sostenuto da una lista civica e dalla sinistra radicale. I casi sono diversi, ma la lezione è la stessa, che sembra essersi finalmnte imposta all’attenzione del partito toscano : primarie sempre e per davvero.“
In passato Frontera aveva già espresso nettamente la sua posizione sull’argomento Primarie.
Intervista per il Tirreno - Cronaca di Livorno
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