Aug 25 2009
Le primarie per legge: il caso Calabria
di Federico D’Ambrosio
Lo strumento delle primarie ha perso di slancio nel dibattito pubblico negli ultimi due anni ed è singolare, quindi, trovarsi davanti ad una delibera di legge regionale (http://www.consiglioregionale.calabria.it/DEL8/355.pdf) datata 6 agosto 2009 (una giornata con 25 punti all’ordine del giorno), soprattutto perché questa viene dalla Calabria, regione legata nel senso comune più ad all’idea di malaffare che a quella di novità ed apertura.
Tali ragioni hanno attirato le critiche rumorose di IdV (http://www.libero-news.it/adnkronos/view/172074) ed in particolare di De Magistris (http://www.giuseppeveltri.it/blog/?p=1278).
Tali critiche si basano su pochi punti:
1- Obbligatorietà delle primarie: ogni coalizione deve presentare una lista di candidati presidenti regionali e, nel caso non rispetti il mandato dell’elettorato, perderà l’accesso a determinati rimborsi previsti dalla legge
2- Costi aggiuntivi sulle spalle dei cittadini calabresi (stimati sui 600′000€)
3- “legge truffa che aiuterà la mafia”
4- Illegittimità: una legge ordinaria va ad intervenire su materie di competenza dello Statuto.
5- Mancata segretezza del voto: la scelta della scheda della coalizione si fa “alla luce del sole”
Prima di tutto vediamo cosa prevede la legge:
- Le primarie si svolgono prima della data di presentazione delle candidature alle Regionali. In caso di scioglimento anticipato, entro 15 giorni dallo scioglimento. Le primarie vengono largamente pubblicizzate.
- Ogni coalizione presenta una lista di candidati Presidenti, sottoscritta da almeno lo 0,16% dell’elettorato (tremila firme) e diecimila euro di cauzione.
- Le sezioni sono diverse e più grandi di quelle delle elezioni ordinarie, riducendone il numero secondo determinati criteri. Le sedi vanno scelte “avendo cura di non intralciare le normali attività che in esse si svolgono” (art 8, comma 2 sezione b), quindi si escludono le chiusure delle scuole.
- Si vota prendendo la scheda relativa alla coalizione (una ed una sola) per cui si è intenzionati a votare e si scrive il nome di uno dei candidati a Presidente in quella coalizione. (No, niente write-in candidate, quella è roba da americani)
- Chi vince all’interno di una coalizione dovrà essere candidato presidente da quella coalizione, pena la perdita dei rimborsi pari a 0,50€ per ogni scheda votata per la propria coalizione. Il totale dei costi è stimato sui 600′000€.
Senza dubbio l’istituzione delle primarie è un fatto positivo per il cittadino calabrese: potrà scegliere all’interno della propria coalizione, riducendo il peso degli accordi a livello nazionale e legittimando un candidato altrimenti debole. Ma cosa c’è di vero nelle critiche di IdV? Vediamo.
1- Obbligatorietà delle primarie:
L’articolo 4 dice “Ciascuno dei soggetti [..] presenta una lista contenente uno o più candidati” dunque è lasciata libertà alla coalizione contraria all’esercizio di tale diritto da parte del suo elettorato, perché ritenuto troppo influenzabile o troppo poco “adulto” per meritare questo potere, di presentare una lista di un solo candidato.
In altre parole l’effettivo valore e la selezione delle candidature è a carico della coalizione stessa, augurandosi che il popolo calabrese noti la differenza fra liste di un solo nome e liste vere.
2- Costi
Come ha fatto notare il Presidente del Consiglio Regionale:
“Ho ricordato, poco fa, che gli articoli 10 e 11 dello Statuto prevedono referendum consultivi in cui i cittadini votano. Non ha efficacia… cioè una sorta di consultazione. E basta, per fare quel referendum, che lo decidano il 40 per cento dei consiglieri o due province.
Alla fine non c’è efficacia. Costa 10 milioni di euro fare quel referendum. Nessuno è venuto in Aula a dire che quello è un di più, è uno sperpero.
Quindi siamo gli stessi che abbiamo approvato quell’articolato. C’è qualcosa che non funziona, cari colleghi. Sono troppi 600 mila euro perché i cittadini scelgano chi vogliono come candidato al Presidente della Giunta e 10 milioni di euro non sono poi tanti? Certo, che ci sono opinioni differenti ma questa è la democrazia.”
Inoltre i 600′000 euro sono spalmati sui cinque anni sono 10′000€ al mese. Non una quantità eccessiva.
3- Legge truffa - Mafia
Sul perché questa possa essere una legge truffa non abbiamo risposta. L’unica possibile è la naturale ostilità di IdV (come insegna il caso Abruzzo) per le primarie, preferendo gli accordi decisi sia a livello locale sia a livello nazionale (in stile PDL-UDC: “tu mi dai il Piemonte, io ti sostengo nel resto d’Italia o PDL-Lega, vedi alla voce Veneto).
Sul discorso delle possibile influenze mafiose è difficile credere che la possibilità di aumentare la democrazia nelle scelte importanti possa avere un rischio d’infiltrazione mafiosa più alto di lasciare tali decisioni alle segreterie, che comunque continuerebbero ad avere un peso notevole.
Infine il voto, valendo 0,50€ in contributi, dovrebbe essere acquistato a cifre talmente basse da non valere nemmeno un bicchiere d’acqua di rubinetto.
4- Illegittimità
La decisione delle primarie non è vincolante (si perdono i contributi) e dunque non crea un ostacolo al diritto di elettorato passivo.
5- Mancata segretezza del voto
Questo è un falso problema. Il voto alle primarie non influenza assolutamente il voto alle regionali: si può cambiare scelta e si può saltare le prime. Ma è abbastanza scontato che, per votare il candidato di una coalizione, bisogni almeno fare una scelta di campo.
Inoltre è vietata ogni trascrizione di chi ha votato che coalizione.
Conclusioni
Questa legge è un interessante e sorprendente passo in avanti, inaspettato ma che rischia di finire incompiuto. Come è stato detto in Consiglio Regionale, è un inizio ed è interessante che sia stata firmata dal Presidente, impegnandosi quindi di fatto alle primarie.
C’è la possibilità che finisca per essere un mero spreco di denaro, con liste di un solo nome. Sta all’unico movimento che ha al suo interno la vocazione delle primarie, il Partito Democratico, dare l’esempio fin da subito stabilendo per regolamento come verrà fatta tale lista, lasciando perdere i deliri di chi si nasconde dietro al giustizialismo per evitare il confronto elettorale all’interno della coalizone: non tutto ciò che è calabrese deve essere malaffare.
Questa legge non è troppo (legge-truffa, spreco, blabla) è troppo poco. Ma è un inizio ed un segnale di felice controtendenza in un contesto ostile al passaggio delle decisioni dalle stanze chiuse al confronto aperto, augurandosi che il popolo calabrese premi l’apertura sull’imposizione aritmetica (otto regioni a me e due a te).








Ct Pavia Storica


[...] 28 Agosto 2009 in Articoli lunghi, politica | Tags: calabria, democrazia, italia dei valori, legge, mafia, partito democratico, pd, primarie, rinnovamento (Già pubblicato su Primarie Vere, Primarie Sempre) [...]
Le primarie sono uno strumento democratico per potersi scegliere il proprio segretario o i propri candidati. Quello che a me sinceramente non piace è che possano votare tutti. La scelta del segretario nazionale o dei candidati regionali e nazionali DEVE essere una prerogativa degli iscitti al partito.
Altrimenti a che cosa serve essere iscritto ed avere una tessera?
Se io voglio effettuare determinate scelte, non lo devo fare pagando 2 €uro ora, ma tesserandomi e partecipando attivamente alla vita del partito, partecipando alle riunioni e confrontando le mie idee con quelle degli altri, e per tutto l’anno.
Se si vogliono evitare brogli, questo è il sistema da attuare. Io sono stato presidente a tutte le votazioni ( primarie )precedenti e vi posso assicurare che è dura. Io sono un assicuratore e già per il lavoro che faccio mi ritengo e sono molto preciso e scrupoloso. Sono stato pure per ben 17 volte presidente di seggio alle votazioni politiche e comunali in genere, e per mia natura, quando ho questo tipo di responsabilità, non mi fido di nessuno. Nel mio circolo non abbiamo di questi problemi in quanto facciamo tutto alla luce del sole e in modo legale e solare, ma purtroppo non è così ovunque. Mi auguro sia l’ultima volta che ci siano questo tipo e modo di eleggere. Chiunque sarà il nuovo segretario, che lavori affinchè si possa mandare a casa questa destra distruttrice e che si lavori per i problemi della gente. Con gli attuali stipendi non si arriva neanche a metà mese. Ossequiosi saluti, Pietro Magenta da Scilla