Feb 16 2009

Una rondine non fa primavera, ma tre…

Pubblicato da Barbara alle 6:30 am in Firenze, Quelli che... le fanno

Dopo il dato definitivo sulla candidatura a sindaco per la città di Firenze, i risultati delle primarie in Toscana portano più di una novità.

A Prato vince Massimo Carlesi nonostante una parte importante del partito cittadino si fosse pronunciata a favore dell’altro candidato Paolo Abati.

A Grosseto il giovane sindaco di Roccastrada Leonardo Marras sarà il candidato per il PD in città. Di Marras avevamo già parlato per la bellissima lettera che aveva scritto al suo collega Sindaco della capitale.

E poi veniamo a Firenze, qui dopo il rinvio delle primarie di partito si era scelta la soluzione delle primarie di coalizione e dove esiste ancora la possibilità di un eventuale ballottaggio.

A Firenze si sono presentati a votare oltre 37 mila cittadini, più del 14 ottobre 2007 e nonostante mesi di continui rinvii e cambi di corsa. Una bella risposta a chi riteneva che le primarie non fossero sufficientemente partecipate.

Matteo Renzi, 33 anni, ha ottenuto il 40,52% che lo proclama candidato sindaco per il centrosinistra, senza necessità di secondo turno, e lasciando molto indietro tutti gli altri candidati. Superando persone con esperienza amministrativa assai più lunga della sua e soprattutto superando il pregiudizio che vedeva per i candidati provenienti dal partito popolare una strada in salita in una città tradizionalmente di sinistra. In questo senso è indicativo che il secondo più votato sia Lapo Pistelli altro ex Margherita ed altro relativamente “giovane”.

Sono questi i primi veri candidati democratici la dimostrazione che tra gli elettori il PD non è più solo un progetto.

in merito all'articolo “Una rondine non fa primavera, ma tre…”

  1. Marco Wongon 16 Feb 2009 at 3:48 pm

    queste sorprese dimostrano l’importanza dello strumento delle primarie. Un candidato scelto con questo strumento ha buone probabilità di essere più forte ed autorevole di uno eventualmente selezionato dalle segreterie.
    Si rende a questo punto necessaria la cultura dell’accettazione del risultato, per far sì che la tappa successiva sia affrontata in modo unitario e libera da ogni possibile ruggine.

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