Oct 05 2008

Primarie per le europee?

Pubblicato da daniele alle 5:16 pm in Cronache dalla campagna

Ieri, all’incontro organizzato a Roma dall’associazione “Il coraggio di cambiare”, ho avuto modo di parlare della nostra iniziativa, e in particolare del ricorso alle primarie per le elezioni europee. Più sotto riporto il testo del discorso.

Ma la cosa più interessante è stata la presenza dell’ex ministro Paolo Gentiloni. A domanda diretta su cosa farà il Partito Democratico nel caso in cui dovessero passare le liste bloccate anche per le europee, Gentiloni ha risposto che secondo lui si dovrebbe sicuramente ricorrere ad un meccanismo di primarie, e che l’orientamento del partito sempre chiaramente questo. Con il solo problema di quale meccanismo elettorale trovare, per queste primarie, se rimarranno i collegi enormi che ci sono ora.

Noi presenti abbiamo apprezzato le sue parole, e ci auguriamo caldamente che questa cosa venga detta a chiare lettere, con un impegno formale, e non solo come opinione espressa ad un convegno. Il meccanismo elettorale non è un problema, al limite basta riprodurre un sistema identico a quello delle preferenze attualmente previste. Noi insisteremo a chiedere, fino a quando non ci sarà una posizione ufficiale in merito.

Ecco un paio di foto (io sono quello con la maglietta arancione del circolo Obama);segue il discorso:

Per chi se l’è perso ed è curioso, ecco il testo del discorso (anche se in reltà l’ho dovuto tagliare e quindi sono andato abbastanza a braccio):

Buongiorno a tutti, mi chiamo Daniele Mazzini, e sono il coordinatore nazionale della campagna “Primarie vere, primarie sempre”.

Innanzi tutto vi volevo ringraziare per avermi invitato qui a parlare. Probabilmente il nostro ospite, Piergiorgio Gawronski, non se lo ricorda, ma il caso ha voluto che io inaugurassi con il primo commento il suo forum online, quando annunciò la sua candidatura alle primarie ormai oltre un anno fa. Dopo questo inizio ci siamo persi un po’ di vista, ma il bello di internet è che è sempre possibile ritrovarsi.

Infatti, è attraverso internet che ho conosciuto iMille. Su internet, su iniziativa de iMille, è nato il circolo Barack Obama, il primo circolo online del Partito Democratico. E sempre su internet, da una discussione nel circolo è nata in maggio la campagna “Primarie vere, primarie sempre”, della quale ho l’onore di essere il coordinatore nazionale.

Perchè è nata questa campagna? Perchè chiediamo primarie “vere”, e perchè le chiediamo “sempre”?

Le primarie vere, che sono il tema del mio intervento, sono – come recita la home page del nostro sito - delle primarie “in cui si confrontino non solo i candidati, ma anche i programmi, in modo che noi elettori possiamo fare scelte consapevoli”.

Ma sono anche primarie in cui ci siano regole certe per potersi candidare, regole certe per permettere un confronto che consenta a tutti i candidati di far conoscere se stessi e i propri programmi, prevedendo anche una antitrust interna per dare pari opportunità a tutti. Regole certe per garantire primarie sempre, ogni volta che si presenti più di un candidato e non solo quando lo decidono i vertici locali del partito.

Purtroppo ancora non ci siamo. In luglio è stato approvato il regolamento nazionale per le primarie. Mi dispiace dirlo, ma questo regolamento non è affatto soddisfacente.

In particolare, alcuni emendamenti dell’ultima ora lo hanno reso addirittura inapplicabile, in pratica: bisognerebbe fare le primarie almeno 4 mesi prima del voto, e questo è impossibile in caso di elezioni anticipate; ma soprattutto, nel caso in cui il Partito Democratico si presenti in coalizione, bisognerebbe fare prima delle primarie interne per scegliere il candidato del PD, e poi delle primarie di coalizione con i candidati degli altri partiti. Improponibile. Non è un caso se, ad esempio a Firenze ma non solo, questa regola viene ignorata.

Infatti questo regolamento, come tanti altri, sembra al momento un optional. Con la struttura federale del partito, anche se riuscissimo ad ottenere un regolamento nazionale migliore, non potremmo essere certi che esso venga poi applicato. Ogni regione, ma in realtà quasi ogni federazione provinciale e comunale, oggi si muove un po’ come vuole.

In Abruzzo, ad esempio, siamo rimasti con il fiato sospeso per molto tempo: si terranno le primarie, o no? Poi sembrava tutto finalmente deciso, anche grazie ad una raccolta locale di firme ispirata alla nostra campagna - sotto il titolo di “Primarie sempre in Abruzzo” - con le primarie che erano state fissate per il 19 ottobre. Ma ora, a leggere la stampa, sembra che siamo di nuovo in alto mare: le primarie potrebbero non riguardare proprio il candidato presidente alla regione. Ma forse no. Ancora non si sa.

In queste condizioni, che figura ci fa il nostro partito? E’ possibile che dobbiamo stare sempre con l’orecchio teso ad ogni voce di corridoio, le primarie si, ma forse no, Di Pietro non le vuole, andiamo da soli, andiamo insieme… e per di più che sia la stampa a dirci le cose, invece del Sistema Informativo per la Partecipazione previsto dallo statuto? Che fine ha fatto la trasparenza? Come facciamo a prometterla per la Pubblica Amministrazione, se non riusciamo a praticarla neanche dentro al nostro stesso partito?

Ma perché ci dobbiamo sottoporre, ad ogni elezione, ad una simile tortura? Ad un simile spettacolo di indecisione e di lotte intestine, basate su regole bizantine ed esoteriche?

Io credo che il Partito Democratico dovrebbe offrire al Paese, tra le altre cose, l’esempio di un rapporto nuovo con le regole. La dimostrazione che anche da noi è possibile una qualche forma di “rule of law”, che non tutto deve essere sempre lasciato all’arbitrio di chi ha il potere. Ricordandoci che le regole, in una democrazia liberale, servono al più debole per difendersi dal più forte.

Purtroppo però da noi esiste una paura delle regole chiare, semplici, “stupide”. C’è la paura che non lascino adeguati spazi di manovra. C’è il timore di non poter dare sfogo al nostro genio italico, alle nostre intelligenze sopraffine.

Eppure, in altri Paesi non è così. Negli Stati Uniti, cascasse il mondo, le elezioni presidenziali si tengono ogni quattro anni. Fosse anche l’uomo (o la donna) più intelligente e più amato del Paese, nessuno può avere più di due mandati alla presidenza.

Sono stupidi loro ad autolimitarsi così? Io non credo. Credo invece che abbiano capito che avere poche, semplici ma fondamentali regole, che fissano alcuni aspetti una volta per sempre, in modo che tutti si mettano il cuore in pace, fa in modo che la dialettica politica si possa occupare di altri aspetti, dove il rendimento delle energie spese sarà sicuramente superiore.

In Abruzzo siamo stati settimane e mesi a trattare e litigare con Di Pietro e gli altri partiti di una possibile coalizione, a cercare di capire se e come fare le primarie. Invece, se ci fossero state regole chiare e certe, tali da garantire “Primarie vere, primarie sempre”, gli uomini e le donne del Partito Democratico abruzzese avrebbero potuto dedicare i propri sforzi solo a cercare candidati ed elaborare proposte credibili. Per poi confrontarsi con i candidati degli altri partiti interessati a coalizzarsi, lasciando che fossero gli elettori a decidere.

Avendo la possibilità di scegliere tra proposte, probabilmente, molto più interessanti di quelle che potrebbero venire fuori dalle defatiganti trattative che si possono immaginare in una coalizione decisa all’ultimo minuto, con tira e molla su ogni frase del programma, sulle future nomine, e tutte quelle cose che allontanano gli Italiani dalla politica.

Concludendo, che cosa potrebbe offrire di nuovo il Partito Democratico agli italiani? Non è solo, non è tanto un problema di programmi. E’ soprattutto un problema di credibilità. Sapersi dare delle regole, e saperle far rispettare, non guardando in faccia a nessuno, è una delle poche cose che potrebbe dare al nostro partito una marcia in più in questo momento storico.

Dimostrare che la “democrazia che decide” è possibile, e funziona bene, potrebbe convincere molti nostri concittadini a non rinunciare ad un po’ di libertà per un po’ di governabilità.
Oggi abbiamo un Presidente del Consiglio che non solo abusa dei decreti legge, ma addirittura se ne vanta. Promette che lo farà sempre di più. Sfida il presidente della Repubblica a respingerglieli.

Un Presidente del Consiglio che, non contento di aver imposto a maggioranza una nuova legge elettorale per le politiche, tornando al proporzionale e togliendo le preferenze, ora vuole fare la stessa cosa per le elezioni Europee. Togliendo ogni possibilità agli elettori di scegliersi i propri rappresentanti.

Di fronte a questa nuova minaccia, il Partito Democratico deve rispondere con una dura lotta in Parlamento, ma senza nascondersi che i numeri sono dalla parte di Berlusconi. E, di fronte all’accusa di non disprezzare, sotto sotto, la possibilità di nominare i deputati europei, come già è accaduto con quelli nazionali, io credo che ci sia una sola risposta: annunciare SUBITO che le candidature, se ci saranno le liste bloccate, verranno decise con le primarie, in tutte le regioni.

Con primarie aperte, primarie vere, primarie che rimettano al centro, in un confronto tra i candidati del Partito Democratico, i veri temi europei. Aiutando a non trasformare queste elezioni, per un parlamento che decide cose sempre più importanti per le nostre vite, nel solito referendum pro o contro il governo in carica.

Proprio con un appello su questo delicato tema la nostra campagna ha raccolto, in meno di un mese, oltre 700 firme. Arrivando ad un totale di 1400 democratici, e 25 circoli, che chiedono regole certe per le primarie.

Noi vogliamo spingere il partito Democratico a dimostrare agli italiani che esiste un partito che, per una volta, fa quello che dice, e dice quello che fa. A dimostrare che questo partito non ha paura delle regole, degli elettori, della democrazia. Aiutateci in questa battaglia: aiutateci ad assicurarci Primarie vere, primarie sempre.

in merito all'articolo “Primarie per le europee?”

  1. homoeuropeuson 12 Oct 2008 at 7:16 pm

    Ecco l’ultima trovata per vanificare le primarie: dopo le primarie “farsa” (come quelle di Prodi nel 2005 e Veltroni nel 2007) ora arrivano le primarie “pilotate”, proposte da Cofferati per la scelta del suo successore al Comune di Bologna…
    Se ti interessa guarda il mio blog!

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