Aug 07 2008
Intervista ad Andrea Manciulli, segretario regionale PD in Toscana
In seguito all’approvazione dello statuto regionale toscano del Partito Democratico, sicuramente il più avanzato in tema di primarie - che sono previste sempre anche per deputati, senatori e parlamentari europei, oltre ai consiglieri comunali, provinciali e regionali - abbiamo chiesto un’intervista al segretario regionale del Partito Democratico in Toscana, Andrea Manciulli, che molto gentilmente ha risposto alle nostre domande.
Ringraziamo molto il segretario per la sua disponibilità, e ci sentiamo di condividere e sottolineare in modo particolare, tra le altre, una delle sue affermazioni: “dovrà passare un tempo in cui le primarie entrino a far parte di una cultura condivisa di democrazia“. E’ così, e anche per questo noi continueremo ad impegnarci.
Che cosa rende, in riferimento alle Primarie, il partito toscano di fatto il punto più avanzato, più moderno e innovativo - e insieme più in sintonia con lo spirito con cui è nato il Partito Democratico - dell’intera “macchina” nazionale? Qual è il “segreto” della Toscana?
L’esperienza delle primarie in Toscana nasce in tempi antecedenti alla scoperta di questo fondamentale strumento di partecipazione a livello nazionale. In Toscana anche prima della nascita del Partito Democratico, le primarie sono state utilizzate per la selezione delle candidature a Sindaco, Consigliere regionale e comunale. Per questo nel momento in cui ci siamo trovati a scrivere lo Statuto regionale del nuovo Partito è stato naturale dare alle primarie un significato più ampio e parte dei caratteri fondanti del PD. In questo senso pensiamo di aver interpretato il senso profondo e il carattere inedito che ha rappresentato la nascita del PD con il “modello 14 ottobre”. Fare delle primarie uno strumento, ma anche un valore, non significa per noi sollevare i gruppi dirigenti dalle loro responsabilità di sintesi politica, bensì consolidare il rapporto tra politica e cittadini, indispensabile per un reale processo di rinnovamento.
Com’è stata la discussione a livello di assemblea regionale, come si è arrivati a questa decisione? Ci sono state particolari resistenze (ed eventualmente come sono state superate)?
La discussione si è sviluppata principalmente durante i lavori della Commissione Statuto, ai quali hanno partecipato e portato il proprio contributo tutti i soggetti fondatori del PD. Trattandosi di un punto dirimente per le modalità organizzative e per la vita democratica all’interno del partito stesso, il dibattito è ovviamente uscito anche fuori dalle stanze e dai posizionamenti, interessando buona parte dei fondatori toscani del PD e membri del gruppo dirigente nazionale. Noi pensiamo che aver posto l’attenzione sul ruolo delle primarie, sia stato un contributo decisivo per non arretrare rispetto alla grande partecipazione con cui è nato il PD.
Potrebbe fornire alle altre Regioni, e a quei dirigenti nazionali che sono più restii su questo terreno, tre buone ragioni per convincersi, come è avvenuto in Toscana, che le Primarie sono un elemento fondante e imprescindibile per noi e che vanno assolutamente adottate veramente e sempre?
Primo: attraverso le primarie è possibile colmare, almeno in parte, quel vuoto e quella distanza tra i cittadini e la politica che in questi ultimi quindici anni ha caratterizzato il sistema politico italiano, facendogli perdere credibilità e capacità di incidere sulla realtà spostando altrove dalla rappresentanza democratica i poteri decisionali.
Secondo: le primarie hanno rappresentato l’innovazione più grande degli ultimi anni di storia politica italiana e sono state per noi un tratto distintivo, quello che più di tutti ci ha differenziato dagli altri partiti. Per questo non possiamo adesso che il partito si struttura dandosi delle regole, ritornare ad un passato di chiusura e lontananza, così facendo rinunceremmo ad un pezzo dell’identità del PD.
Terzo: le primarie possono rappresentare un momento di maturazione per il partito e i suoi gruppi dirigenti, insegnandoci un approccio per così dire più laico nell’utilizzo di questo strumento, che non può diventare sinonimo di scontro e conflitto tra parti.
Relativamente all’inserimento delle primarie per le cariche assembleari: cosa ha portato a compiere una scelta così “radicale” e quali sono, in ogni caso, le buone ragioni per selezionare con le primarie anche queste candidature?
Nel caso di selezione delle candidature per le cariche monocratiche le primarie sono riconosciute come uno strumento normale. Per le cariche assembleari proprio le caratteristiche già richiamate dell’esperienza toscana spiegano il perché della nostra decisione, ispirata alla volontà di accorciare le distanze tra rappresentati e rappresentanti.
Non vede il rischio che, pure nella condizione avanzata del partito toscano che si è dato queste regole, si facciano primarie sempre ma non “vere” (con una vera competizione e un equilibrio dei mezzi in campagna elettorale)?
Ad oggi vedo un partito che per la prima volta assume su di sé la responsabilità di innovare le regole del sistema politico italiano. Indubbiamente prima di arrivare ad utilizzare a pieno gli strumenti che abbiamo scelto, non solo le primarie ma anche i forum tematici e tutte le altre modalità di partecipazione, dovrà passare un tempo in cui le primarie entrano a far parte di una cultura condivisa di democrazia.
E cosa è necessario fare affinché le primarie siano sempre, anche fino in fondo, vere, e non siano ingessate?
Innanzi tutto è necessario che quella cultura che richiamavo prima diventi patrimonio del partito in tutte le sue rappresentanze anche a livello locale; che i cittadini siano chiamati ad esprimersi quando effettivamente c’è una scelta vera da compiere e che la condizione in cui esse si svolgono sia di coesione progettuale e programmatica, affinché non diventino né un momento sterile di conflitto, né un’occasione semplicemente confermativa di decisioni già assunte.








Ct Pavia Storica


bella intervista. complimenti
ma dove si può leggere il testo definitivo per le primarie locali?
Grazie scrooge; per il testo definitivo, se ti riferisci al regolamento quadro nazionale - che però poi ogni regione dovrebbe/potrebbe adattare - il testo è questo: http://www.partitodemocratico.it/gw/producer/dettaglio.aspx?id_doc=55454
Se invece ti riferisci a quello Toscano domani 3/9 la commissione statuto prova a licenziarlo, incrociamo le dita…