Archive for August, 2008

Aug 09 2008

Regolamento nazionale, guai a Firenze

Published by daniele under Cronache dalla campagna

Su questo blog abbiamo lodato a più riprese lo Statuto Regionale adottato dal Partito Democratico toscano, il più avanzato in fatto di primarie. Eppure, anche in Toscana adesso si sono aperte pesanti polemiche sulle primarie, per l’esattezza quelle per il sindaco di Firenze.

Tutto nasce dal regolamento quadro nazionale per le primarie votato il 17 luglio dalla Direzione Nazionale del partito. Questo regolamento, con un emendamento dell’ultima ora, prevede che, in caso di primarie di coalizione, il PD “parteciperà con un proprio candidato espresso sulla base del presente regolamento”.

L’interpretazione di questa frase sembra chiara: il Partito Democratico dovrebbe tenere delle proprie primarie interne per scegliere un candidato unico da presentare alle successive primarie di coalizione. Un’assurdità - e tra l’altro non è l’unico punto che non ci piace - sulla quale avevamo intenzione di esprimerci, ma eravamo in attesa che il ricorso presentato da Salvatore Vassallo contro questo emendamento alla Commissione di Garanzia del partito.

La Commissione di Garanzia però ancora non si è espressa, e gli effetti di un regolamento fatto male iniziano già a farsi sentire, attraverso i regolamenti regionali che ne devono tenere conto. La prima pesante polemica è stata aperta, a Firenze, soprattutto dall’assessore Graziano Cioni, che accusa i vertici locali del partito di attuare “un tradimento degli elettori”. In base a chiarimenti chiesti ai vertici nazionali del partito infatti non sarebbero necessarie doppie elezioni primarie, ma il PD dovrebbe scegliere un proprio candidato ufficiale, al quale eventualmente si potrebbero affiancare altri candidati che raccogliessero sufficienti firme.

Ora, è evidente che avere un unico candidato ufficiale, scelto per di più senza le primarie, sarebbe effettivamente il contrario dello spirito di questo tipo di elezioni. Noi però abbiamo avuto conferma da Andrea Manciulli, segretario regionale del partito, che non è assolutamente questo l’orientamento dei vertici regionali.

La strada principale, per il segretario, sarebbe quella di effettuare primarie di coalizione, alle quali potrebbero partecipare tutti i candidati targati PD in grado di raccogliere un numero sufficiente di consensi, ovvero, in base allo Statuto Regionale, il 25% nell’assemblea cittadina o il 10% degli iscritti (o meglio, in questa fase, dei fondatori). Nessuno tra questi candidati riceverebbe, ha assicurato Manciulli, un trattamento privilegiato. Con più candidati del partito principale, anche i candidati di forze minori si potrebbero giocare le loro possibilità con pari dignità.

In alternativa, dove non si riuscisse a raggiungere un accordo per primarie di coalizione, si dovrebbero tenere primarie interne al partito: starebbe poi al candidato scelto in questo modo cercare di costituire una coalizione con i partiti che condividono il suo programma.

A noi sembra una posizione assolutamente corretta, tenendo conto del regolamento nazionale che è stato approvato. Restano però diversi problemi legati a questo regolamento, e ci riproponiamo di affrontarli e cercare, insieme a tutti quelli che come noi vogliono primarie vere, di trovare proposte correttive per renderlo veramente applicabile ed efficace. Restate in ascolto, dopo la pausa agostana ci saranno sicuramente novità importanti.

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Aug 07 2008

Intervista ad Andrea Manciulli, segretario regionale PD in Toscana

Andrea ManciulliIn seguito all’approvazione dello statuto regionale toscano del Partito Democratico, sicuramente il più avanzato in tema di primarie - che sono previste sempre anche per deputati, senatori e parlamentari europei, oltre ai consiglieri comunali, provinciali e regionali - abbiamo chiesto un’intervista al segretario regionale del Partito Democratico in Toscana, Andrea Manciulli, che molto gentilmente ha risposto alle nostre domande.

Ringraziamo molto il segretario per la sua disponibilità, e ci sentiamo di condividere e sottolineare in modo particolare, tra le altre, una delle sue affermazioni: “dovrà passare un tempo in cui le primarie entrino a far parte di una cultura condivisa di democrazia“. E’ così, e anche per questo noi continueremo ad impegnarci.

Che cosa rende, in riferimento alle Primarie, il partito toscano di fatto il punto più avanzato, più moderno e innovativo - e insieme più in sintonia con lo spirito con cui è nato il Partito Democratico - dell’intera “macchina” nazionale? Qual è il “segreto” della Toscana?
L’esperienza delle primarie in Toscana nasce in tempi antecedenti alla scoperta di questo fondamentale strumento di partecipazione a livello nazionale. In Toscana anche prima della nascita del Partito Democratico, le primarie sono state utilizzate per la selezione delle candidature a Sindaco, Consigliere regionale e comunale. Per questo nel momento in cui ci siamo trovati a scrivere lo Statuto regionale del nuovo Partito è stato naturale dare alle primarie un significato più ampio e parte dei caratteri fondanti del PD. In questo senso pensiamo di aver interpretato il senso profondo e il carattere inedito che ha rappresentato la nascita del PD con il “modello 14 ottobre”. Fare delle primarie uno strumento, ma anche un valore, non significa per noi sollevare i gruppi dirigenti dalle loro responsabilità di sintesi politica, bensì consolidare il rapporto tra politica e cittadini, indispensabile per un reale processo di rinnovamento.

Com’è stata la discussione a livello di assemblea regionale, come si è arrivati a questa decisione? Ci sono state particolari resistenze (ed eventualmente come sono state superate)?
La discussione si è sviluppata principalmente durante i lavori della Commissione Statuto, ai quali hanno partecipato e portato il proprio contributo tutti i soggetti fondatori del PD. Trattandosi di un punto dirimente per le modalità organizzative e per la vita democratica all’interno del partito stesso, il dibattito è ovviamente uscito anche fuori dalle stanze e dai posizionamenti, interessando buona parte dei fondatori toscani del PD e membri del gruppo dirigente nazionale. Noi pensiamo che aver posto l’attenzione sul ruolo delle primarie, sia stato un contributo decisivo per non arretrare rispetto alla grande partecipazione con cui è nato il PD.

Potrebbe fornire alle altre Regioni, e a quei dirigenti nazionali che sono più restii su questo terreno, tre buone ragioni per convincersi, come è avvenuto in Toscana, che le Primarie sono un elemento fondante e imprescindibile per noi e che vanno assolutamente adottate veramente e sempre?
Primo: attraverso le primarie è possibile colmare, almeno in parte, quel vuoto e quella distanza tra i cittadini e la politica che in questi ultimi quindici anni ha caratterizzato il sistema politico italiano, facendogli perdere credibilità e capacità di incidere sulla realtà spostando altrove dalla rappresentanza democratica i poteri decisionali.
Secondo: le primarie hanno rappresentato l’innovazione più grande degli ultimi anni di storia politica italiana e sono state per noi un tratto distintivo, quello che più di tutti ci ha differenziato dagli altri partiti. Per questo non possiamo adesso che il partito si struttura dandosi delle regole, ritornare ad un passato di chiusura e lontananza, così facendo rinunceremmo ad un pezzo dell’identità del PD.
Terzo: le primarie possono rappresentare un momento di maturazione per il partito e i suoi gruppi dirigenti, insegnandoci un approccio per così dire più laico nell’utilizzo di questo strumento, che non può diventare sinonimo di scontro e conflitto tra parti.

Relativamente all’inserimento delle primarie per le cariche assembleari: cosa ha portato a compiere una scelta così “radicale” e quali sono, in ogni caso, le buone ragioni per selezionare con le primarie anche queste candidature?
Nel caso di selezione delle candidature per le cariche monocratiche le primarie sono riconosciute come uno strumento normale. Per le cariche assembleari proprio le caratteristiche già richiamate dell’esperienza toscana spiegano il perché della nostra decisione, ispirata alla volontà di accorciare le distanze tra rappresentati e rappresentanti.

Non vede il rischio che, pure nella condizione avanzata del partito toscano che si è dato queste regole, si facciano primarie sempre ma non “vere” (con una vera competizione e un equilibrio dei mezzi in campagna elettorale)?
Ad oggi vedo un partito che per la prima volta assume su di sé la responsabilità di innovare le regole del sistema politico italiano. Indubbiamente prima di arrivare ad utilizzare a pieno gli strumenti che abbiamo scelto, non solo le primarie ma anche i forum tematici e tutte le altre modalità di partecipazione, dovrà passare un tempo in cui le primarie entrano a far parte di una cultura condivisa di democrazia.

E cosa è necessario fare affinché le primarie siano sempre, anche fino in fondo, vere, e non siano ingessate?
Innanzi tutto è necessario che quella cultura che richiamavo prima diventi patrimonio del partito in tutte le sue rappresentanze anche a livello locale; che i cittadini siano chiamati ad esprimersi quando effettivamente c’è una scelta vera da compiere e che la condizione in cui esse si svolgono sia di coesione progettuale e programmatica, affinché non diventino né un momento sterile di conflitto, né un’occasione semplicemente confermativa di decisioni già assunte.

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Aug 05 2008

Sardegna, primarie e problemi vari

Published by daniele under Quelli che... le chiedono

Abbiamo ricevuto dalla Sardegna la lettera di un gruppo di under 40 del Partito Democratico che protestano per come è stata eletta la nuova segretaria regionale del partito, in assenza del numero legale (è tutto spiegato qui).

La situazione riguarda le primarie per due motivi: da una parte perchè, chiedendo di annullare l’elezione che c’è stata, il gruppo richiede che la nuova elezione sia diretta, secondo il metodo delle “primarie” come ci saranno ad esempio nel Lazio. Dall’altra, perchè lo scontro che ha portato a questa situazione è incentrato proprio sulla volontà del gruppo che ha eletto la nuova segretaria di non prendere in considerazione le primarie per la scelta del prossimo candidato alla presidenza della Regione, alla quale si ripresenterà sicuramente anche il presidente in carica Renato Soru.

Noi non possiamo che affiancarci alle loro richieste sia per il ristabilimento della legalità con una nuova elezione per il segretario regionale - e l’elezione diretta è sicuramente il nostro mezzo preferito - sia perchè venga data la possibilità ai sostenitori sardi del PD di scegliere se vogliono le primarie per il candidato presidente o meno, attraverso date chiare e un numero di firme preciso da raccogliere per chi vuole presentare candidature alternative.

Ecco il testo della lettera:

“Basta lotte di potere, uccidete la speranza”

Il Partito Democratico è un progetto che non ha eguali nella storia della Democrazia, ma in Sardegna non è riuscito a realizzare i suoi principali obiettivi: la fusione delle forze riformiste del centrosinistra e l’allargamento della partecipazione attiva dei cittadini alla politica.

Come se non bastasse, i militanti dei DS, della Margherita e di Progetto Sardegna sono stati in maggioranza allontanati dai luoghi di elaborazione e di discussione politica e dagli ambiti decisionali più importanti.

Il risultato è un Partito che non prova neanche a nascondere il verticismo di cui si connota.

Ora la crisi è acutizzata da questa situazione di spaccatura che rende purtroppo non credibile la proposta politica del PD e conseguentemente rende concreta la possibilità di perdere la competizione per le elezioni regionali del 2009.

Si rischia di svalutare quanto di buono è stato fatto in questa legislatura, evidenziando unicamente la conflittualità e l’incapacità di stare insieme.

Una situazione già vissuta dal centrosinistra italiano in occasione delle ultime elezioni politiche, che ha ottenuto come unico risultato quello di consentire alla Destra e a Silvio Berlusconi di ritornare al potere.

È necessario interrompere questa divisione e rimettere al centro la politica, con la discussione dei reali interessi della Sardegna.

Solo attraverso una rinnovata capacità di ascolto e di dialogo, le forze che compongono il Partito Democratico sardo potranno riconquistare la fiducia dei simpatizzanti, degli elettori e dei 110.000 partecipanti alle primarie del 14 ottobre scorso, che guardano con sgomento e fastidio gli avvenimenti degli ultimi giorni.

Il PD, nato per riavvicinare la politica ai cittadini, nei fatti sta allontanando anche quelli che credono ancora che l’impegno politico possa essere utile a rendere la società più giusta, ad abbattere le differenze economiche, a rendere giustizia ai meriti, a far sì che la politica sia un luogo di concretezza e di soluzione dei problemi.

Da parte nostra, che pure viviamo con terribile imbarazzo i giorni presenti, ci impegneremo con forza per impedire che il Partito Democratico si riduca in rovine. Questo partito è nato con e dalla generosità di gruppi dirigenti che hanno sciolto i propri partiti per crearne uno più grande.

Non consentiremo che questa ricchezza di democrazia e passione politica sia impoverita da lotte di potere.

Ci auguriamo che siano ristabilite le più elementari regole democratiche in modo da riaprire il dibattito politico dentro il partito.

Lettera firmata da (Efisio Demuru, Mauro Sanna, Nicola Comerci, Isabella Murtas, Romina Mura, Thomas Castangia, Stefania Frigau, Nicola Montaldo, Giambattista Aisoni, Antonio Orecchioni, Antonio Zidda, Vittorio Masu, Angela Corda, Matteo Abeltino, Veronica Sanna, Fabio Pinna, Giovanni Inzaina.)

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Aug 03 2008

Le primarie si fanno strada anche a destra

Published by Barbara under Quelli che... le chiedono

Secondo “destra sociale” il sindaco di Roma Gianni Alemanno si sarebbe dichiarato favorevole alle primarie, normate per legge, per ogni tipo di competizione elettorale.

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Aug 03 2008

Le primarie per le regionali in Abruzzo

Le chiedono:
- i Verdi sono favorevoli alle primarie [la notizia]
- l’area politico-programmatica “a Sinistra” nel Pd [la notizia]

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