Jun 25 2008
Questa deve essere l’ultima volta
“Questa deve essere l’ultima volta” è la frase che ho sentito dire sia ieri sera in una informale riunione di democratici del mio circolo territoriale, sia nell’incontro organizzato da Giovanna Melandri oggi in una saletta della Camera dei Deputati.
E’ la frase che sintetizza scopo e senso di quest’ultima riunione, ed anche il sentire comune di moltissimi di noi, ma è anche una frase profondamente sbagliata e che segnala una nostra perdurante impotenza.
Infatti, “l’ultima volta” è l’ultima volta in cui si elegge un dirigente, un organismo, un candidato attraverso un accordo sotterraneo fra correnti (meglio, fra cordate) invece di fare le primarie o le chiare competizioni ed elezioni dirette previste dal nostro statuto del PD. “L’ultima volta” è l’invariabile auspicio che tutti noi facciamo, di fronte all’ennesimo fatto compiuto, all’ennesima emergenza che apparentemente giustifica la scelta nelle segrete stanze. Ciò che non funziona, è che c’è sempre, da molto tempo in qua, un’altra “ultima volta”, e non arriva mai la “prima volta” del nuovo metodo. Il massimo che ti può accadere, sono primarie nelle quali il candidato predestinato alla vittoria sia uno solo, previo accordo preventivo fra i soliti noti.
La prossima “ultima volta”, nel Lazio, è fissata per il 9 luglio, quando l’assemblea regionale eleggerà il nuovo segretario, che si vocifera sarà un candidato unico preventivamente scelto. Si può ancora fare qualcosa perché invece sia la prima “prima volta”?
Corrado Truffi
http://corradoinblog.ilcannocchiale.it/








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