Jun 10 2008
Una richiesta di aiuto da Taranto
Abbiamo ricevuto da Franco Catapano, esponente del PD pugliese, il resoconto di una riunione molto preoccupante. Catapano ci spiega come l’attuale presidente della provincia di Taranto si rifiuti di prendere anche solo in considerazione l’ipotesi di effettuare le primarie per confermare la sua candidatura alla prossima tornata elettorale, nonostante siano in molti a chiederle. Le elezioni sono l’anno prossimo, quindi questa volta non c’è nessun problema di tempo.
Chi ha ben governato ha sicuramente il diritto di chiedere al suo partito di ricandidarlo. Ma chi è che deve decidere se chi ha governato lo ha fatto bene e merita la riconferma? Secondo noi i giudici possono essere solo gli elettori e gli iscritti del Partito Democratico. In primo luogo scegliendo se firmare o meno per una candidatura alternativa: su questo le regole dello Statuto sono chiare. Se nessuno trova abbastanza firme, le primarie non si fanno; non siamo fissati al punto di chiedere di votare anche se c’è un solo candidato. Però deve essere almeno previsto il tempo per raccoglierle, queste firme.
Qui invece il presidente uscente non vuole dare questa possibilità, approfittando anche della mancanza dei regolamenti attuativi per le primarie nella regione. Noi vogliamo aiutare chi vuole le primarie a dire la sua, non possiamo lasciarli soli. Anche perché questo diventerebbe un pericoloso precedente. Ci risentiremo presto sul da farsi. Ma ora ecco il resoconto della riunione.
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Venerdì 06 giugno il Presidente della Provincia jonica Gianni Florido, accompagnato dall’assessore Carrieri, ha incontrato i coordinatori e i delegati provinciali e regionali dei circoli dell’area occidentale della provincia.
La serata aveva l’intento di fare il punto sull’attività amministrativa provinciale in vista della prossima scadenza elettorale.
Dopo aver rivendicato i risultati raggiunti dalla sua amministrazione, il Presidente ha ribadito di non essere disposto a subordinare la propria candidatura alle elezioni primarie, coerentemente a quanto affermato dallo stesso Presidente Vendola e dal Sindaco di Bari (nonché segretario regionale del PD) Michele Emiliano. Il ragionamento alla base di questa presa di posizione è molto chiaro: gli uscenti possono essere ricandidati oppure no. Dato che il partito non ha finora posto alcuna pregiudiziale su Florido, ciò implica che l’operato della sua amministrazione sia valutato positivamente. Pertanto sottoporsi alle primarie equivarrebbe ad un “supplizio divino” a cui Florido non intende sottostare. Dopo di che ha annunciato l’avvio di una campagna di ascolto che inizierà, prioritariamente, dai comuni della zona occidentale.
Il dibattito che è seguito è stato caratterizzato dal confronto aperto tra chi ritiene necessario procedere direttamente all’investitura di Florido per permettere l’avvio della campagna elettorale (per la quale sarebbe già stato dato incarico ad una società di comunicazione politica), e chi invece invita ad una maggiore prudenza rispetto al frettoloso e pregiudiziale accantonamento delle primarie.
L’invito alla riflessione sull’importanza dello strumento “primarie” è stato sottolineato in particolare negli interventi di Franco Catapano e Rocco Ressa.
Catapano si è soffermato sulla opportunità di dare forza e vigore alla candidatura di Florido (reduce dalla cocente sconfitta alle elezioni comunali taratine proprio a seguito della indisponibilità a sottoporsi alle primarie) attraverso la straordinaria legittimazione conferita dalla partecipazione alla scelta da parte di migliaia di cittadini. Tra l’altro, ha osservato Catapano, il coinvolgimento dei soggetti fondatori del Partito Democratico garantirebbe un recupero molto forte di partecipazione, identità ed entusiasmo in un momento politico difficile per il centrosinistra. Lo svolgimento delle primarie consentirebbe inoltre una migliore conoscenza dell’attività svolta e dei progetti futuri, fuori dai fuochi pirotecnici e dalla sovrapposizione dei messaggi propri della campagna elettorale vera e propria, che rendono non comprensibile una adeguata valutazione dell’attività politica-amministrativa svolta.
Anche il Sindaco di Palagiano, Rocco Ressa, ha reclamato a gran voce le primarie, sostenendo che la loro negazione rappresenterebbe il tradimento dei principi di coinvolgimento e di apertura a cui il Pd si è ispirato all’atto della sua fondazione. Lui stesso, alla vigilia della sua ricandidatura da Sindaco, le propose alla coalizione e grazie anche a tale disponibilità la sua autorevolezza e il consenso dei cittadini aumentò. Ressa ha inoltre chiesto che sia convocata urgentemente l’assemblea provinciale del Pd Jonico per discutere le dimissioni del segretario Donato Pentassuglia.
La chiusura alle primarie è stata confermata dal vice coordinatore regionale del PD, Michele Mazzarano. Mazzarano, pur ribadendo l’importanza delle primarie in linea di principio come sistema di selezione della classe politica, ha sottolineato la opportunità di evitare di utilizzarlo anche in questa occasione per non svilirne il valore attraverso un uso non adeguatamente ragionato. In pratica ha negato nei fatti il principio astratto prima proclamato, procedendo così alla riconferma di Florido come unico candidato del PD.
Nei fatti, quindi, le primarie non sono opportune e delegittimano i presidenti e i sindaci uscenti. Bisogna impegnarsi per dimostrare il contrario, promuovendo “primarie vere e primarie sempre”.








Ct Pavia Storica


[...] è una delle iniziative più belle sbocciate nel nostro circolo. Segnaliamo volentieri questo appello. Ci è stato segnalato il primo caso evidente di primarie negate. Abbiamo ricevuto da Franco [...]
Scusate, mi sfugge come faccia il presidente della provincia uscente a impedire di raccogliere le firme per una candidatura alternativa. Lo statuto e’ molto chiaro: con la firma del 30% della assemblea provinciale su un altra candidatura, le primarie si fanno. Dov’e’ il problema?
Avete tutta la mia solidarietà e purtroppo il vs. non è l’ unico caso, la stessa cosa si sta verificando anche nella mia provincia (Frosinone) e devo dire che questa gente può permettersi questo per l’appoggio di teste d’ uovo degli organi superiori del partito. Questo comportamento denota un profondo disprezzo degli iscritti, simpatizzanti ed elettori che vengono cercati ed usati solo nelle campagne elettorali per consentire al politicante di turno di crearsi una rete di potere personale o per consolidare quella che già posseggono. Si dice: ma contano i voti!!! Ebbene, io dico che bisogna vedere come e da chi vengono presi questi voti, e consentitemi di dire che nelle campagne elettorali nelle quali è in gioco il loro potere si danno molto da fare, mentre quando non lo è sono uccel di bosco per cui non sono loro al servizio del partito, ma il partito deve esserlo per i propri fin personali.
Personalmente sono stufo di essere usato e credo proprio che nelle prossime anmministrative non andrò a votare a meno che non abbia la possibilità di scegliermi il candidato con le primarie.
Cordiali saluti
Ciao Gianni, è vero che lo statuto nazionale prevede che una candidatura alternativa possa essere avanzata raccogliendo il 35% (parliamo di primarie di coalizione) delle firme dei componenti dell’assemblea provinciale, o, cosa che ci piace molto di più anche se si tratta di una percentuale forse esagerata, del 20% degli iscritti al PD a livello provinciale. Solo che in Puglia non esiste ancora uno statuto regionale, e soprattutto non esiste il regolamento attuativo delle primarie, quello che deve stabilire entro quale data vanno raccolte queste firme. Inoltre non esistono elenchi pubblici con il numero degli iscritti, anzi, diciamo la verità, in questo momento non è neanche chiaro cosa voglia dire essere iscritti.
In questa situazione, il presidente uscente stava organizzando la sua ricandidatura da parte della coalizione senza tenere conto della possibilità che qualcuno potesse avanzare un’alternativa e senza richiedere, come previsto dallo statuto nazionale, il voto dei 3/5 dell’assemblea provinciale per fare un’eccezione alle regole sulle primarie. Un esempio di politica del fatto compiuto al quale noi ci opponiamo con forza. Noi pretendiamo di sapere quante firme dobbiamo raccogliere ed entro quanto tempo, PRIMA che la candidatura venga decisa. Altrimenti il diritto alle primarie rimane solo una teoria irrealizzabile.
Giovanni, perchè non ci mandate una articolo per descrivere la situazione alla provincia di Frosinone? Noi saremo molto lieti di pubblicarlo, perchè in questo momento l’unico modo per evitare che a livello locale le regole dello statuto nazionale vengano ignorate è far sentire la pressione della base, meglio se a livello nazionale.
Ogni pretesto contro le PRIMARIE è un vulnus contro tutti noi militanti del PD ovunque siamo in Italia.
Da GIOIOSA JONICA RC TUTTO IL NOSTRO SOSTEGNO PER PRIMARIESEMPRE!!!
natale bianchi - GIOIOSA JONICA RC